mamma lavoratrice

2 figli e un lavoro full time a 50 km da casa. Alessandra è una mamma lavoratrice e nell’intervista che le abbiamo fatto, ci racconta come conciliare lavoro e famiglia

Ciao Alessandra, cominciamo senza mezzi termini: è possibile conciliare famiglia e lavoro?

Vorrei subito sgombrare il campo da false aspettative: io faccio fatica, faccio tantissima fatica. E voglio dirlo chiaramente.

Quelli che sentenziano che conciliare carriera e famiglia, soprattutto dopo i figli, sia possibile non posso dire che mentano, ma sicuramente banalizzano.

Io lavoro a 50 km da casa. 3 ore al giorno tra andata e ritorno, sperando che i treni non siano in ritardo. Esco alle 7.00 della mattina e rientro alle 19.00.

Per conciliare carriera e famiglia innanzitutto bisogna fortemente volerlo.

mamma lavoratrice

Bisogna amare il proprio lavoro o bisogna avere il coraggio di cambiarlo se non ci sta dando quello che crediamo di meritarci.

Bisogna anche considerare che i figli sono piccoli ora ma cresceranno in fretta e cominceranno presto ad essere indipendenti.

Io ho avuto due genitori molto impegnati lavorativamente e per me sono sempre stati un orgoglio, un bellissimo esempio da seguire. Per cui ho provato sulla mia pelle che la scelta di puntare anche sulla carriera non sempre e solo un togliere qualcosa ai propri figli, anzi, a volte significa offrirgli un modello di successo concreto e vicino a cui ispirarsi.

Come fai a conciliare tutti gli aspetti di una mamma lavoratrice?

Non ho nonni che possano garantirmi la presenza quotidiana per cui i miei bambini hanno iniziato l’asilo nido a 7 mesi, una volta svezzati, quando io sono rientrata al lavoro.

Ho allattato fino a 13 mesi entrambi i miei bimbi, questo significa che i primi momenti di nido prendevano ancora il latte dalla mamma, certo le poppate si sono ridotte di molto, ma tutto è venuto naturalmente fino a quando, senza forzature, non ne hanno sentito più la necessità.

E’ stata mia premura cercare una baby sitter che abitasse il più possibile vicina a casa e che fosse auto-munita, questo per eventuali imprevisti quali chiusure del nido o malattie.

Il mio compagno lavora su turni perciò spesso sono a casa sola con i bambini dopo 12 ore fuori, in quel caso chiedo alla baby sitter di farmeli trovare già  in pigiama.

A volte si svegliano ancora di notte, non ti dico il giorno dopo al lavoro, ma cerco di recuperare qualche oretta di sonno sul treno.

Com’è stato rientrare al lavoro dopo la maternità?

Un trauma.

In realtà da un lato avevo davvero voglia di riprendere i miei spazi e staccare un po’ la testa da questa esperienza così intensa, tuttavia non è stato semplice.

mamma lavoratrice

Quando sono rimasta incinta ero professionalmente in crescita, avevo un ruolo di responsabilità , una volta rientrata il mio posto era stato assegnato ad una collega, non è stato semplice digerire questa situazione ma sapevo che avrei voluto un secondo bambino per cui ho deciso di non puntare i piedi e accettare.

Sono una persona grintosa e cerco di non farmi prendere dallo sconforto, ma dopo tanto impegno, dopo che per anni hai dimostrato il tuo valore, renderti conto che la maternità  sia vissuta ancora come un grandissimo limite alla carriera, fa male!

Ti sembra di aver già dimostrato tutto e invece devi ricominciare da capo, a volte quasi come se la te-prima-dei-figli non fosse mai esistita.

Va detto anche che quando si rientra dalla maternità  ci si sente un po’ arrugginiti, non si è performanti come prima, ma questa esperienza ti fa maturare molto e ti aiuta a sviluppare skills che un’azienda dovrebbe valorizzare, ne ho anche parlato ironicamente in questo post.

Se dovessi stilare un elenco delle cose più importanti che hai imparato, quale sarebbe?

  • Ho imparato a dire qualche NO in più quando non me la sento di caricarmi altra attività
  • Stoppare sul nascere le richieste “urgenti”
  • Delegare senza pretendere di sobbarcarmi tutto il lavoro
  • Non trattenermi oltre l’orario di lavoro, ovviamente fatta eccezione per le reali necessità , negli altri casi mi aiuto con la scusa del treno!

Va detto che se da un lato ho messo tanti paletti, dall’altro ho dovuto aumentare le performance perché in fin dei conti è giusto così.

Qual’è il tuo segreto, quello che consiglieresti ad una mamma nella tua stessa condizione?

Ogni giorno faccio liste delle cose da fare, vale per il lavoro come per la vita privata e familiare, potrebbe sembrare una perdita di tempo, ma avere davanti agli occhi tutto quello che devi concludere, ti permette di agire in maniera ordinata, rapida ed efficace.

Quindi consiglio: scrivete tutto! Esatto, anche “lavare i capelli”.

E come fai a portare avanti anche il tuo blog e in generale i tuoi hobby?

Scrivo in treno, di getto, non riguardo mai troppo quello che scrivo, non ho tempo per farlo bene, lo faccio e basta. D’altra parte com’era il detto? Fatto è meglio che perfetto, no?

In tutta onestà  devo dire che io ho il vizio di riempire la mia vita fino quasi a farla scoppiare, su questo dovrei migliorare.

Ho il sogno di scrivere un libro. Lo farò sui vagoni affollati di uno di quei treni carichi di mamme pendolari che mi fanno compagnia, destreggiandosi come me tra i sensi di colpa e i sogni da realizzare!

Se volete andare a trovare Alessandra e chiacchierare un po’ con lei (virtualmente eh!) la trovate QUIe QUI

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