Primavera, stagione di rinascita, di riscoperta, di esplosione di colori e meraviglie della natura. La stagione migliore per affacciarsi al mondo e ritrovare l’ancestrale contatto con la natura, anche per i nostri bambini.

Ma è una prerogativa solo per la primavera e la calda stagione?

Abbiamo chiesto alla pediatra Ilaria Porro di esporci il suo parere professionale sui timori e sull’approccio corretto dei genitori alla vita all’aria aperta dei bambini. Ecco le sue parole.

Vita all’aria aperta panacea per tutti i malanni nell’infanzia!

Sicuramente una frase provocatoria, ma nel caso dei bambini sicuramente vivere più frequentemente all’aria aperta, non solo in primavera ma anche d’inverno a contatto con la natura fa la differenza.

In inverno i bambini si ammalano tutti. Tutti? Sì, tutti. In media quattro-cinque volte, ma anche di più. Il sistema immunitario soprattutto nei primi anni di vita ha bisogno di essere frequentemente stimolato per svilupparsi e, che ci piaccia o no, le malattie sono un fatto assolutamente normale nel corso dello sviluppo.

Quindi per ammalarci di meno?

L’aria aperta è il posto migliore per proteggere i bambini. All’aperto le persone sono più lontane tra loro e le loro goccioline di flugge che normalmente emettiamo durante l’eloquio sono diluite e rapidamente allontanate. L’aria aperta, il sole, la luce è il più grosso disinfettante della natura, il miglior antibiotico. I suoi raggi uccidono un gran numero di germi e virus o interferiscono con la loro crescita.

Che il freddo faccia ammalare è un retaggio del passato, quando le abitazioni non erano riscaldate bene e l’abbigliamento non era adeguato. I microrganismi (virus e batteri) crescono bene in ambienti caldo-umidi e si riproducono molto più lentamente al freddo. L’ambiente aperto riduce significativamente la possibilità di trasmettere malattie, viceversa negli ambienti caldi e chiusi di asili nido, scuole materne e scuole, virus e batteri proliferano e, visto l’affollamento e la vicinanza, hanno molte possibilità di passare da un bambino all’altro. All’aperto tutto ciò è molto più difficile sarebbe opportuno che anche al nido o alla scuola materna i bambini potessero passare molto più tempo all’aperto.

Ma perché allora ci si ammala di più in inverno che in primavera e in estate?

Non succede perché fa freddo, ma perché, a causa del freddo, ci chiudiamo in casa, accendiamo i riscaldamenti e stiamo in locali piccoli e affollati, in città sempre più inquinate. Sarebbe il caso di chiamarle malattie da affollamento piuttosto che malattie da raffreddamento. Uno dei problemi maggiori che si presenta per la diffusione delle malattie infettive dei bambini è senza dubbio la scuola. Trenta bambini che respirano in un’unica classe chiusa, magari con riscaldamento eccessivo, sono una bomba infettiva.

Se in media ogni bambino si ammala quattro o cinque volte per inverno, se ci sono trenta bambini per classe, basta fare una semplice moltiplicazione per comprendere che circa tra le centoventi e le centocinquanta volte a inverno c’è in classe almeno un bambino che emette con tosse e starnuti milioni di goccioline infette, che vengono respirate da tutti gli altri. Vivere all’aria aperta in qualsiasi stagione e a qualsiasi temperatura, muoversi a piedi, in bici o coi mezzi pubblici, lasciando a casa l’auto tutte le volte che è possibile (ed è possibile molto più di quanto si creda), è un atto di rispetto nei confronti dei bambini e dell’ambiente in cui viviamo.

Prima di concludere, vi lasciamo con una delle regole sancite da UPPA che sentiamo particolarmente vicine al nostro pensiero:

Gioco all’aperto, con gli altri bambini, in tutte le stagioni. E se fa freddo e piove? L’importante è vestirsi adeguatamente

Share: