Tempo fa scrissi un post sul gruppo Facebook dedicato ai genitori di bambini prematuri.
Tante, tantissime mamme hanno mostrato la loro solidarietà nel voler dar voce a queste piccole grandi storie di coraggio.

In tante si sono offerte di scrivere per Briciole raccontando la loro esperienza. In questo gruppo si scambiano consigli, supporti, vittorie e a volte si inviano baci col soffio in cielo.
Sì, perché non tutte le storie hanno un lieto fine ma quando si è insieme il dolore sembra alleggerirsi un pochino, le sofferenze sembrano spartirsi tra più anime e qualcuno riesce a farti intravedere una piccola lucina fuori da tunnel.
In questa occasione mi ha scritto Alessandra.
Ecco la sua storia.
Un abbraccio,

1 Perché sei diventata mamma guerriera?
Nel 2015 , la nostra prima figlia, Emma, è morta in utero a 32 settimane, quindi per la gravidanza di Beatrice Vittoria ero super monitorata. Alle prime avvisaglie di alterazioni flussimetriche, è venuta fuori con cesareo d’urgenza ed un preavviso di 25 minuti tra ultimo monitoraggio ed il suo primo pianto.

2 A quante settimane hai partorito?
29+4

3 In quale Ospedale hai partorito? Che opinione hai della struttura, del reparto e del personale?
Ho partorito al Policlinico Universitario di Monserrato. Medici eccellenti e preparati; altre figure professionali non sempre molto empatiche.

4 Quanto tempo il bimbo è stato in TIN?
92 giorni 

5 Come è stato il rientro a casa?
Pieno di ansia, ed euforia, paura…e pannolini taglia 1 nonostante Beatrice avesse già 3 mesi.

6 Come avete gestito l’ansia del rientro?
Guardandoci negli occhi e facendo lunghi respiri.

7 Tre cose che non dimenticherai mai della TIN

  • Gli allarmi dei monitor 
  • La gioia per i traguardi degli altri 
  • Il passaggio dall’incubatrice alla culletta aperta.

8 Che faccia fai quando ti chiedono l’età del tuo bimbo?
Quella di una mamma fiera della sua bambina. Poi magari specifico che è un po’ mignon per via della prematurità.

9 Hai un falso mito sulla gravidanza in generale che vorresti sfatare alla luce della tua esperienza?
Non è senz’altro una “malattia” ma è comunque una fase della vita molto delicata. Le gioie della maternità arrivano molto dopo.

10 Cosa vuoi dire alle mamme che stanno affrontando questo percorso?
Abbiate fiducia.. stringetevi ai vostri compagni, mariti, fidanzati e credete nei vostri bambini. Sempre.

CONCLUSIONE – La domanda o la frase più assurda che hai dovuto sentire da parenti o conoscenti?
È stata ricorrente… “L’importante è che cresca” dopo la sua nascita. Inutile spiegare che, per un prematuro il peso è importante, ma è un problema molto marginale.

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