Sonno risvegli notturni

Continuiamo a parlare di sonno dei bambini ma questa volta affrontando il tema dei tanto temuti risvegli notturni.

Ce ne parla Caterina, mamma ed ostetrica che oggi prova a dare una spiegazione alle notti insonni di mamme e papà.

I bambini, specie se lattanti, si svegliano in linea di massima moltissime volte durante la notte, questo è del tutto normale.
Per questo motivo è inappropriato dire di un bambino che “ha scambiato il giorno con la notte” perché in effetti per i neonati sono unità indifferenziate.

Ricordiamo che i bimbi appena nati, arrivano da un ambiente costante che quello dell’utero materno, sotto quest’ottica è facile capire che i ritmi sonno veglia dipenderanno proprio da questo continuum evolutivo.

Un’altra cosa da tenere in considerazione rispetto alla variabilità del sono nei bambini è la genetica e il cronotipo, ossia la preferenza di fascia oraria in cui si tende ad aver bisogno di dormire, che si eredita dai propri genitori.

Viene simpaticamente chiamato “gufo” chi tende a svegliarsi tardi la mattina e fare le ore piccole la sera, mentre “l’allodola” si sveglia all’alba e crolla presto dopo cena.

Va aggiunto anche che ogni organismo, in quanto diverso, ha una necessità di ore di sonno altrettanto diverse. Ci saranno quindi i “buoni dormitori” o “dormiglioni” e i “cattivi dormitori” quelli che dopo poche ore sono già ricaricati e pronti a partire. Anche il temperamento dei bambini incide notevolmente sul loro sonno.

Le cause dei risvegli notturni possono davvero essere tante.

PERIODI DI SLEEP REGRESSION

Sono periodi precisi dello sviluppo nei quali il bambino sembra fare qualche passo indietro rispetto ai ritmi di sonno che sembravano essere regolarizzati. Potrebbe quindi capitare che si svegli più spesso la notte o che abbia più bisogno di contatto e attenzioni durante il giorno.

Si tratta di regressioni innescate in alcuni momenti chiave dell’apprendimento e della crescita personale del bambino.  Con una buona dose di pazienza, contatto fisico e rassicurazione, la fase passerà.

ANSIA DA SEPARAZIONE O ANGOSCIA DELL’ESTRANEO

Fa parte delle tappe di sviluppo del bambino, intorno all’ottavo mese i bambini infatti manifestano l’angoscia rispetto alle persone estranee, il bimbo impara a riconoscere le persone familiari mostrando diffidenza verso chi non conosce.

Questa tendenza si presenta anche durante la notte ed è quindi possibile che anche bambini che non hanno mai manifestato nessun tipo di “difficoltà” in questa fase richiedano maggiore contatto e rassicurazioni.

ERUZIONE DEI DENTINI

Questo è il cruccio di molti genitori, non è così scontato individuarla come causa di sonno disturbato, questo perché i dentini possono infastidire il bimbo addirittura diverse settimane prima che il dentino tagli effettivamente la gengiva e quindi cominci a mostrarsi all’occhio attento del genitore.

Ci possono essere moltissime altre cause decisamente lecite che provocano risvegli nel sonno dei bambini, ecco quelle più comuni:

  • Sensibilità ai rumori
  • Malattie (stagionali o croniche)
  • Alimentazione poco digeribile, abbondante o insufficiente
  • Inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia
  • Cambiamenti nelle dinamiche familiari (trasloco, reinserimento della mamma al lavoro, arrivo di un fratellino, presenza di estranei in casa per breve o lungo periodo, ecc.)
  • Tensioni, liti o discussioni in sua presenza
  • Apparecchi elettronici
  • Emissioni elettromagnetiche (questo vale anche per gli adulti, non dormire MAI vicino a dispositivi elettronici)

Cos’è il SONNO CONDIVISO? Può aiutare nel gestire i risvegli notturni?

Partiamo col dire che condividere il sonno non significa necessariamente dividere il letto, le soluzioni sono varie e le elenco qui sotto:

  1. Side-bed, ovvero un letto unito a quello dei genitori che ne diventa di fatto un’estensione.
  2. Cosleeping s’intende ogni situazione nella quale un adulto, solitamente la madre, dorme abbastanza vicino al suo bambino da poter rispondere ai suoi segnali di richiesta d’attenzione durante la notte.
  3. Bedsharing ovvero l’effettiva condivisione del letto.
  4. Roomsharing è una soluzione molto in voga che di fatto consiste nella condivisione della stanza da letto.
Next2me Chicco

Culla Next2me – Chicco

Come dicevo il sonno condiviso ha davvero moltissimi effetti benefici sul bambino, ecco di seguito elencati alcuni fra i più importanti.

  • Protezione immunologica: Il sonno condiviso si associa spesso a maggiori poppate notturne e quindi a maggior apporto di sostanze presenti nel latte che rafforzano le difese immunitari del piccolo.
  • Aumento degli ormoni: L’allattamento notturno stimola la produzione materna di prolattina
  • Armonia del respiroLa madre funziona da “metronomo” respiratorio del bambino ed, esattamente come in gravidanza, è come se “ricordasse” al bambino di respirare.
  • Il tatto come alleato della respirazione: La pelle e le sue terminazioni nervose stimolano la respirazione del bambino che sta a contatto con la mamma.
  • Più sonno in fase REM: i bambini che dormono insieme ai genitori trascorrono più tempo in fase REM, perciò le concentrazioni di ossigeno nel loro sangue sono più alte e le loro reazioni di risveglio sono più efficaci in caso di disturbi respiratori.
  • Regolazione termica: il calore del corpo della mamma aiuta il bambino a regolare la propria temperatura (ma anche la propria respirazione) che diminuisce a causa del freddo.

Il sonno condiviso è un’esperienza bellissima e molto positiva per la famiglia, questo purché i genitori prendano alcune precauzioni:

  • I genitori non dovrebbero dormire insieme ai propri figli se sono obesi, fumatori e se hanno assunto alcol o droghe.
  • Tra il materasso e il bordo del letto non devono esserci spazi
  • Non ci devono essere cuscini e coperte morbide vicino al viso del bambino.
  • Non ci dovrebbe essere spazio tra il letto e il muro per evitare che il bambino rotoli in quella direzione.
  • Il bambino non dovrebbe essere messo a dormire a pancia in giù, nè su un fianco.

Se volete approfondire l’argomento potete guardare anche l’articolo sulla SIDS, cliccate QUI

Ed ora qualche consiglio pratico per favorire il sonno corretto gestendo al meglio i risvegli notturni

  • Temperatura della stanza compresa tra 18° e 20°. Se dorme nel lettone avrà bisogno di essere coperto meno, lo stesso vale quando ha la febbre.
  • Il luogo in cui dorme deve essere tenuto lontano da dispositivi elettronici o che emettono onde elettromagnetiche.
  • Evitare ogni contatto con il fumo nella stanza in cui dorme il bimbo.
  • Evitare di coprirlo troppo, mai coprirgli la testa con cuffiette o coperte.
  • Lasciare sempre una piccola fonte di luce durante il sonno, sia di giorno che di notte
  • Prima della nanna evitare giochi, corse o salti che lo agitino o che possano catturare la sua attenzione, impedendogli di rallentare le sue attività cerebrali .
  • Creare dei rituali di rilassamento, abbassare e luci, fargli ascoltare una ninnananna oppure un libro sono un esempio.
  • Rassicurarlo spiegandogli sempre quello che accadrà (Es: “ora leggiamo un bel libro e poi facciamo la nanna, così domani mattina ti sveglierai ben riposato”)
  • Evitare di sovra-stimolarlo durante la giornata
  • Tenere conto di ciò che è successo durante il giorno: non tutte le giornate sono uguali e quello che è accaduto potrebbe avere ripercussioni sul sonno notturno.
  • Ascoltare ciò che il bambino ci comunica mentre si sta addormentando, offrirgli sicurezza, contatto e, se necessario,  contenimento.

Caterina
Vita da Ostetrica

Questi sono stati i preziosi consigli della nostra amica e ostetrica Caterina, se volete contattarla o leggere tantissimi articoli utili consigliamo il suo sito vitadaostetrica.com, Non dimenticate di seguirla anche su Instagram!

Un abbraccio!

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