Congedo Maternità

Abbiamo chiesto a un’ospite d’eccezione di intervenire per aiutarci a capire che cosa sia il congedo maternità e come poterne usufruire.

Prima di concentrarci sul congedo maternità un piccolo avviso, alla fine dell’articolo due parole su Carlotta, mamma coraggiosa e tenace, laureata in giurisprudenza con un’eleganza nell’uso della parola scritta che coccola e fa sognare.

Quando parliamo di congedo di maternità intendiamo il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, riconosciuto alle lavoratrici dipendenti, parasubordinate, socie di società cooperative, a quelle che sono in un rapporto di lavoro regolato da contratto di apprendistato e alle lavoratrici sospese o disoccupate , durante gravidanza e puerperio ed anche in caso di adozione e affidamento di minori.

Durante il congedo la donna ha diritto alla corresponsione di una indennità sostitutiva della normale retribuzione che può variare dall’80% al 100% di quest’ultima, tale periodo di astensione dal lavoro rientra a tutti gli effetti nel computo per anzianità e ai fini della progressione di carriera.

Come funziona il congedo?  

La futura mamma ha l’obbligo di astenersi dal lavoro nei due mesi precedenti la data presunta del parto, nell’eventuale lasso di tempo intercorrente tra data presunta e data effettiva e nei tre mesi successivi alla nascita del proprio figlio.

Dietro consenso del medico curante, che accerti l’idoneità della madre al lavoro, è possibile proseguire con la propria attività lavorativa fino al termine dell’ottavo mese, in questo caso dunque il congedo si svilupperà in un solo mese pre-parto e quattro post.

In caso di parto prematuro, tale quindi se avviene prima dei due mesi antecedenti la presunta data, il congedo è riconosciuto per tutto il periodo intercorrente tra la data effettiva del parto e quella in cui il congedo sarebbe iniziato se il parto fosse avvenuto a termine e per i cinque mesi successivi.

Il giorno del parto è sempre extra rispetto ai cinque mesi totali riconosciuti.

In caso di adozione e affidamento di minore i cinque mesi di congedo decorrono dal giorno di arrivo del minore in famiglia.

Nel 2019 la Legge di Bilancio ha parzialmente modificato questa struttura prevedendo la possibilità per la lavoratrice, sempre dietro autorizzazione del medico che segue la gravidanza,di posticipare il congedo e goderne dunque esclusivamente dopo il parto (per cinque mesi).

Resta invariata la possibilità, in caso di comprovate necessità mediche, di anticipare il congedo qualora le condizioni di lavoro siano pregiudizievoli per la salute della lavoratrice.

Quando e come presentare la domanda

Riguardo alla presentazione della domanda, questa va effettuata prima dei due mesi antecedenti la data presunta del parto e sempre entro un anno dalla fine del periodo rientrante nel congedo: la lavoratrice, tramite invio da parte di un medico del servizio sanitario nazionale, deve presentare il certificato medico di gravidanza ed, entro trenta giorni dal parto comunicare l’avvenuta nascita e le generalità del bambino.

Nello specifico la domanda può presentarsi all’INPS direttamente online, per via telefonica o tramite l’assistenza di un ente di patronato.

Per ogni dubbio vi invito a consultare il sito INPS

Chi è Carlotta?

Trovate Carlotta sul suo profilo Instagram, consigliamo di perdervi fra le sue foto e lasciarvi cullare dalle sue parole, ne uscirete ristorate!

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