Bambini, libri, giochi e differenze di genere

“Sei libero di giocare. E giocare, e giocare e giocare.”

Sabato è stata celabrata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Una grande ricorrenza che ci tocca in prima persona come donne, che devono far valere i propri diritti e che si ribellano a una società che non tutela.

Io sono mamma di un bambino e nei suoi confronti sento il peso della responsabilità nell’educarlo nel migliore dei modi. Affinché non diventi un bullo, e non si faccia bullizzare, sia intelligente e sappia usare la sua intelligenza, affinché rispetti il prossimo, non facendo distinzione alcuna.

Il primo passo per cambiare la nostra società parte dai nostri concetti, o preconcetti, che assegnano il rosa alle bambine e l’azzurro ai bambini. E da questa distinzione tutto ciò che ne consegue. Le bimbe giocano con le bambole, i bambini con le macchinine. Da questo stereotipo stiamo uscendo, ma non senza fatiche. Accettare che i propri figli maschi giochino con cucina, bambole, travestimenti, collane desta ancora qualche timore nei genitori, anche se non in tutti. La maggior parte delle bambine porta ancora al nido il proprio bambolotto piuttosto che una macchinina, ma ci sono eccezioni. E proprio su quelle eccezioni dobbiamo lavorare. Vivendo le mie giornate al nido posso dirvi che favoriamo ogni tipo di gioco per tutti i bambini, senza distinzioni e senza forzature. La miglior scelta è la libertà di scelta.

“Sei libero ma hai dei limiti. Però, se ti impegni con tutte le tue forze potrai superare quei limiti”.

Penso che molto sia stato fatto in questo senso. I libri non sono incentrati più su principesse salvate da sconosciuti principi azzurri e i cartoni animati hanno avuto una notevole evoluzione, soprattutto quelli della Disney con cui io sono cresciuta. A noi spetta il resto. Proviamo a scegliere storie diverse, che abbiano per protagonisti bambini o bambine, indipendentemente dal sesso di nostro figlio. A volte siamo legate alle storie della buonanotte che ci leggevano da piccoli, storie classiche di principesse, di fate, di castelli e di draghi. Adesso abbiamo molta più scelta e nonostante io stessa sia legata al passato non ho mai comprato una storia classica per i bimbi. Anzi, mi piacciono le storie sovvertive come “Le favole a rovescio” di Rodari, storie di amicizia come “Chi trova un pinguino”, storie divertenti sul possesso come “Mio!Mio!Mio!”, storie di incorreggibile simpatica come “Il ciuccio di Nina”.

“Perchè il mondo è tuo. E tu sei del mondo”.

E noi possiamo cambiarlo. Non è importante se lo cambiamo in minima parte, perchè comunque ci stiamo provando. E io ci voglio provare, sempre e comunque.

Un abbraccio

Rossella

P.S.: queste bellissime parole sono tratte dal libro “Il mondo è tuo”, che tutti noi dovremmo regalarci. Dentro c’è tutto quello che dovremmo augurare a noi stessi e quello per cui saremmo pronti a lottare per i nostri figli.

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