8 COSE DA NON DIRE AD UNA MAMMA FREELANCE

OK! Questo è uno di quegli articoli più duri che abbia mai scritto.

Uno di quegli articoli che da sempre ho voluto scrivere ma su cui ho dovuto ragionare più e più volte. Mamma Freelance è da sempre un’espressione che ho sentito mia, non da quando sono rimasta incinta ma da quando ho deciso che sarei ripartita nel lavoro con un bambino accanto. Da allora sono entrata a far parte di Briciole di Nido e con qualche difficoltà ho ripreso in mano il mio mondo lavorativo tra un PC, una pausa biberon e qualche lavatrice in più da fare.

Da qui, infatti, è nata la mia idea di realizzare la stampa ENJOY YOUR COFFEE MILK BREAK dedicata a tutte quelle mamme che hanno rivisto la loro pausa caffè, trasformandola anche in una pausa biberon. A me è capitato, così come è capitato di cedere completamente la mia scrivania trasformandola in un fasciatoio; ma questa è un’altra storia di cui vi parlerò in un altro momento.

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Essere mamma ed essere lavoratrice comporta delle rinunce, dei sacrifici economici e affettivi e il più delle volte alle mamme spetta la parte peggiore. Perché sono loro che spesso sono chiamate a fare delle scelte: sul tempo, sulla qualità, sulla gestione famigliare e sull’organizzazione. Questo è tutto vero ma lo è ancora di più se il papà lavora…come dire “normalmente” e la mamma lavora…”da casa”.

Ho sentito ancora di più il “peso” di queste affermazioni perché, nonostante prima fossi ugualmente freelance, mi capitava di collaborare spostandomi fisicamente presso le agenzie o le aziende con cui collaboravo mentre oggi posso contare su collaborazioni che mi permettono di gestire tutto in remoto. Quindi da casa.

Tuttavia, se la qualità delle mie collaborazioni è migliorata, insieme alla gestione del mio tempo lavorativo (dal momento che evito, dove è possibile, di spostarmi fisicamente), l’idea che possa realmente LAVORARE /la·vo·rà·re/ tra la quattro mura domestiche pare abbia turbato, deviato, scandalizzato e incuriosito molta gente più o meno vicina che come accade spesso, non si è risparmiata dall’esprimere le proprie opinioni.

Un po’ come accade con i conoscenti ginecologi e i parenti pediatri. Vuoi non avere anche tu degli esperti in sociologia umana? Esperti, tra l’altro, generosissimi perché le loro consulenze sono

 

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Ecco che ho pensato di riassumere le

8 COSE DA NON DIRE AD UNA MAMMA FREELANCE

Alcune mi sono state dette realmente vis-a-vis, altre non sono state dette apertamente ma le ho sempre lette tra le righe. Perchè?…un po’ per ignoranza un po’ per punzecchiare e colpire realmente, perché, tra l’altro, quello che non si capisce bene della mia mitologica figura di MAMMA FREELANCE è

“MA TU, REALMENTE CHE LAVORO FAI?”

1. BEATA TE CHE ALMENO SEI A CASA

A parte che beati e santi sono solo in Paradiso ma questa frase ha lo stesso valore del “Beata te che sei in ufficio”. La mia casa è il mio luogo di lavoro, qui devo concentrare tutte le mie risorse sia materiali che mentali. Significa che è fondamentale avere una postazione fissa dove poggiare PC, documenti e qualsiasi strumento possa essere utile senza essere nomadi in giro per le stanze e significa anche ritagliarsi forzatamente del tempo in cui concentrarsi, non sentire e non vedere nulla, neppure le lavatrici o le stoviglie da lavare. Esattamente come te nel tuo ufficio!

2. MA NON HAI ANCORA SISTEMATO? NON HAI FATTO LA LAVATRICE? QUINDI COSA CUCINI OGGI PER PRANZO?

Questa è una tipica espressione di pareti e conoscenti che sanno o ti vedono a casa e si confondono talmente tanto da turbarsi e pensare che in realtà tu sia a casa a rassettare come una vera desperate housewife. Certo, sia ben chiaro, le faccende domestiche le fai comunque ma non seguendo i ritmi serrati di una normale casalinga e a volte capita di magiare un panino al volo se hai delle consegne da rispettare. Insomma ci sono dei momenti e delle giornate in cui la casa non si vive come una casa ma come un luogo di lavoro. Nulla di più.

3. ALMENO TU PUOI GODERTI TUO FIGLIO

Quindi tu saresti una mamma cattiva perché lavori in ufficio oppure io una mamma privilegiata? In tutta onestà penso che se una donna ha una sua dimensione professionale deve continuarla ad avere anche dopo la gravidanza. Non mi sento una madre a tempo pieno e probabilmente qualora lo fossi non sarei nemmeno così appagata e realizzata nel rapporto con mio figlio. Anche io, quindi, mi “godo” il bambino ritagliandomi gli spazi per il mio lavoro.

 

4. LAVORI QUANDO VUOI, SUL DIVANO E IN PIGIAMA. MA COSA VUOI DI PIU’?

Questa è una convinzione che non regge. Almeno su di me. Non riuscirei mai ad essere produttiva in pigiama, con le pantofole e sul divano. Mi sentirei in malattia ecco perché mi do dei ritmi serrati in modo da conciliare qualche faccenda domestica mattutina e poi essere sulla mia postazione sicuramente non in pigiama!

5. MA A CHE TI SERVE IL NIDO SE SEI A CASA?

Ovviamente in tutte le scelte pedagogiche che dovrebbero essere discusse solo tra madre e padre entrano dei parei e dei giudizi esterni. Mai richiesti. Questa frase l’ho sentita su un’altra coppia dove la madre non lavora e il padre fatica a portare dei soldi a casa. In merito a questo preferisco riportarvi QUI ad un nostro vecchio. Non spreco molte altre parole per dire che evidentemente il nido mi serve per far crescere mio figlio in un ambiente stimolante e alla pari dal momento che in quelle ore io lavoro.

6. SE IL BAMBINO E’ MALATO, TU PUOI ESSERE A CASA CON LUI, SENZA PROBLEMI

Questa affermazione è vera in parte. Se Andrea è malato io sicuramente posso cercare con più o meno libertà di ritagliarmi del tempo da trascorrere insieme a casa visto che lui non sarà al nido. Ma a che prezzo? Una mamma in ufficio chiederà dei giorni e sarà a casa; io invece sono abituata ad onorare le scadenze senza raccontare i miei problemi personali a chi mi ha affidato un lavoro ecco perché il rovescio della mia medaglia sarà andare a letto alle 3 di notte pur di finire un lavoro e rispettare le consegne. E questo, posso assicurarvi capita molto spesso.

7. SICURAMENTE HAI PIU’ TEMPO LIBERO DI UNO CHE LAVORA IN UFFICIO

Se una freelance ha molto tempo libero è perché probabilmente (ahimé) non ha molto lavoro ergo non sarà così felice, tranquilla e spensierata. In caso contrario ovvero avere molto tempo libero pur lavorando significa che c’è sempre il rovescio della medaglia. Vedi punto sopra.

8. IL PADRE LAVORA…LEI…SI GESTISCE

E questa è la tipica affermazione di chi non ha ben compreso cosa faccio, a chi mi rivolgo e come posso mai relazionarmi con aziende e clienti senza muovermi di un millimetro. Non incolpo nessuno per questa affermazione ma mi piacerebbe credere in un mondo dove non si giudica dall’apparenza e, magari, dove le donne per prima facciano squadra piuttosto che guardarsi di sottecchi solo perché non si hanno gli strumenti per capire il tipo di lavoro che uno svolge.

Ecco queste sono le 8 cose da non dire secondo me ad una mamma freelance, se siete d’accordo raccontatemi la vostra esperienza oppure scrivetemi quali sono le vostre frasi cult che passeranno negli annuali dell’invadenza.

Baci, Cri

2 comments

    • Esattamente! Penso che lavorare col sorriso e con convinzione, mettendo sempre i puntini sulle i sia l’unica strategia per combattere queste affermazioni grette e fuori luogo.
      Grazie per il tuo commento 🙂

      Reply

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