MAMME CON LA VALIGIA – La storia di Roberta (roberta_vivereunafavola)

Ho conosciuto Roberta tramite Instagram.
Inizialmente sono stata rapita dalle sue foto e dal suo modo tenero e vero di raccontare la sua quotidianità, la sua vita di mamma e di donna.

In uno di questi post, ha descritto teneramente la nostalgia che avrebbe provato di lì a poco nel distaccarsi dalla sua famiglia per tornare a Milano, lì dove ha deciso di far crescere suo figlio per seguire l’amore della sua vita.

Il rammarico di dover lasciare i suoi luoghi, il suo mare, il suo sole e i suoi affetti si mescolava perfettamente con il desiderio di riabbracciare suo marito, per reimpostare una nuova quotidianità fatta anche di piccole tradizioni, tutte loro, che avrebbe tanto voluto costruire per il suo piccolo Emanuele.

Leggendo le sue righe, ho pensato che non ci sarebbe potuta essere una MAMMA CON LA VALIGIA migliore di lei per poter inaugurare questa nuova serie di racconti qui su Briciole di Nido.

Buona lettura,
Cri

1 Trasferimento: scelta o necessità?

Il mio trasferimento da Napoli a Milano è stata sia una scelta che una necessità. Avevo solo 22 anni e mio marito (all’epoca eravamo solo fidanzati) fu trasferito a Milano una volta entrato in polizia. Io a Napoli avevo tutto, ma in primis lavoravo. Potevo decidere se continuare ad avere un rapporto a distanza o raggiungerlo. Quindi la mia è stata una scelta, dettata dalla necessità di restare vicino a lui.

2. Età del tuo/tuoi bimbo/i

Il mio piccolo Manu ha solo 4 mesi. Quindi non si è reso conto di questo cambiamento.

3. Hai spiegato a tuo figlio il trasferimento? Se si, come?

Credo che dovrò spiegarglielo, in futuro, l’esatto contrario. Quando torneremo nella nostra città lui avrà già modo di capire. Al momento, per lui, non c’è alcun cambiamento.

4. Pediatra, nido, aiuti esterni. Come li hai trovati? Hanno risposto alle tue esigenze?

Non ho ancora necessità del nido, e non ho affatto aiuti esterni. Questo mi pesa molto, troppo, nel crescere un bimbo da sola in una città lontana. La pediatra mi è stata assegnata all’asl senza alcuna preferenza, ma devo dire che si è mostrata subito comprensiva ed è per me un punto di riferimento.

5. Il tuo bimbo ha avuto difficoltà ad ambientarsi? E tu come mamma?

Io ho avuto più difficoltà all’inizio, quando ancora non ero mamma. Lui ora mi riempie le giornate e per me nasce tutto cosi spontaneo. Devo dire che il mio bimbo è stato nervosetto i primi giorni che siamo tornati a Milano (ho partorito a Napoli e sono rimasta lì per i primi 3 mesi) chissà, il cambio di aria.

6. Quante volte all’anno tornate nella tua cittá? 

Ora non sono ancora rientrata, ma lo farò spesso, in base sopratutto agli eventi che legano me e la mia famiglia. Feste, ricorrenze. Diciamo che sono proprio una mamma con la valigia a portata di mano. Ora con qualche pannolino di più.

7. Come gestisci, con il bambino, la lontananza da nonni, parenti e amici?

Non la gestisco. Purtroppo la subisco. È brutto da dire ma è così. In ogni caso abbiamo un gruppo di messaggistica dove ci scambiamo sempre foto e messaggi, e spesso faccio con loro la video chiamata.

8. Potendo tornare indietro, lo rifaresti?

Per mio marito farei questo e tanto altro ancora, è un ottimo marito, compagno, ma prima di ogni cosa è un ottimo padre.

9. Che consigli vuoi dare ad una mamma che sta per trasferirsi?

Prendi la tua vita in mano e fanne un capolavoro. Lo so, non è una frase mia, ma è la base del vostro cambiamento. Ovunque andrete, metterete le basi della vostra vita. I vostri figli vi danno una marcia in più, sono la vostra forza. Siate coraggiose e godetevi qualsiasi cosa la vita possa offrirvi.

10. Sei felice ?

Come mai prima d’ora.

 

Se vi sentite anche voi MAMME CON LA VALIGIA scriveteci una mail su bricioledinido@gmail.com per raccontare la vostra storia di partenze, arrivederci, rientri, nuove scoperte…con qualche pannolino in più. 

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