DIARIO DI MAMMA – Amate/odiate ROUTINE

Routine.

Da quando è nato Tommaso ho scoperto che ci sono moltissime parole che credevo innocue e invece non lo sono affatto poiché generano nelle mamme dubbi, paure, perplessità ma soprattutto ansia da prestazione.

Allattamento.

Nanna

Ciuccio

Routine…

Poco tempo fa ho fatto un video nel quale raccontavo come ero riuscita a trovare un equilibrio superati i primi 40 giorni di vita di Tommi, quei primissimi giorni mi hanno devastata non perché io fossi stanca, provata e dolorante. Io ero stanca perché avevo bisogno di ordine nella mia vita. L’arrivo di un figlio ha scombussolato il nostro mondo, i nostri tempi, le nostre abitudini… avevo BISOGNO di ricrearne di nuove perché sentivo che mi stava scivolando tutto fra le dita.

Ho cominciato a cercare nella nostra giornata dei punti fermi, qualcosa al quale aggrapparmi quando tutto ruotava vorticosamente, non volevo essere spazzata via. Tutto qua.

Ho provato a guardarci da fuori, a cercare di capire cosa si ripeteva con lenta e rassicurante costanza, ho cercato quel gesto che nonostante tutto cambiasse alla velocità della luce, restasse immutato come un’impronta digitale o una piccola voglia disegnata sul corpo. Quel qualcosa definiva chi eravamo e chi saremmo rimasti per sempre. Da quel punto ho cominciato a cercare altri punti fermi e, incredibile ma vero li ho trovati!

… e non importa se questi punti fermi non erano poi così immobili, non importa se siano già sfumati e siano stati soppiantati da altri, non importa perché il loro compito lo hanno svolto egregiamente.

Tornando a quel video ho notato che molte mamme avevano molta paura di questa parola, talmente tanto da non voler nemmeno ascoltare il suo reale significato, talmente tanto da credere che “routine” significhi imposizione o peggio rigidità.
No.
Routine è voglia di aiutarsi, è provare a capirsi, è creare delle basi.

Da quando abbiamo deciso di creare una sequenza di gesti la nostra vita è migliorata, l’istinto non è stato bandito da tutto questo anzi! Ha trovato il suo spazio e gioca con noi a buttare tutto per aria e ricominciare da capo. Un po’ come quando i bimbi giocano a “fare la torre alta per poi buttarla giù”.

Routine non è una tabella di marcia da seguire pedissequamente, dove ad ogni orario corrisponde una azione precisa. Routine è una sequenza di gesti che danzano fra di loro come in un girotondo, si tengono per mano e girano fino a quando non vanno “tutti giù per terra”.

Ringrazio me stessa per essermi raccolta da terra quando mi sentivo incapace di reagire, ringrazio me stessa per essere stata cocciuta nel cercare una soluzione che facesse del bene a me e al mio bambino, ringrazio me stessa per non aver ceduto e non aver titubato quando persone che nemmeno mi conoscono mi hanno definita “troppo rigida” e “poco istintiva”.

In fine ringrazio me stessa per dubitare continuamente, per pensare anche quando mi sento estremamente sicura che forse forse, di sicuro non c’è proprio nulla.

Un abbraccio
Sara

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