MAMMA NON PER CASO: come gestisco la nostra vita a 4!

Michela ve l’abbiamo presentata qui. E’ neo mamma di Gaia, la sua seconda bambina avuta a tre anni di distanza dalla prima, Ginevra.

Le abbiamo chiesto di mettere nero su bianco le sue riflessioni, certe che in queste righe molte mamme potranno riconoscersi. Mamme di un bimbo, che inevitabilmente si chiedono se saranno mai in grado di gestire più figli, mamme che si trovano già a farlo e che sicuramente conoscono molto bene la sensazione di “togliere”, di cui parla Michela.

Vi lascio alla lettura, Rossella.

Per un attimo ho avuto il vuoto mentale, quello che ti assale poco prima di iniziare a scrivere, raccontare della
gestione di due bimbe è forse più difficile che metterlo in pratica, e non me ne rendo ancora completamente conto,
anche adesso al computer: con un piedino dondolo la sdraietta di Gaia che vuole fare la nanna, con un orecchio
sono al telefono in attesa della risposta della pediatra e con la testa sono immersa nei pensieri dei pasti e delle attività da fare con Ginevra al rientro dall’asilo.
Tutto questo mi fa realizzare che ce la posso fare, ce la possiamo fare. E che non è cosa da poco. Ma una mamma
ce la fa sempre.

L’arrivo di Gaia, lo scorso due aprile, ha rivoluzionato la nostra vita, le nostre giornate, ha ‘tolto’ qualcosa alla nostra
routine, ai tre moschettieri, ma ha poi restituito.
Il tempo dedicato alla nostra famiglia è rivisto sotto una nuova lente, quella della qualità: stiamo responsabilizzando Ginevra nel suo ruolo di sorella maggiore, non tutto quello che fa mamma con Gaia può farlo lei, ma molte cose sì, come tranquillizzare la sorellina sulla sdraietta, cantarle le canzoni dell’asilo o accendere il cubo magico della Chicco con le sue suonerie e le sue luci colorate. E Gaia sorride e Ginevra ne è entusiasta.


Per tre anni ho vissuto in esclusiva il rapporto madre figlia con Ginevra, la mia primogenita: ore, giornate,
mesi sempre assieme, a vivere ogni suo passo come una grande scoperta comune.
La ritengo una fortuna inestimabile essere stata “mamma full time”, laddove la vita mi ha tolto, mi ha poi regalato in un secondo momento. Sono convinta che in generale valga sempre questa regola di vita.
Il tempo per me, per essere donna con i suoi capricci, i suoi interessi e il suo tempo libero, è obiettivamente limitato e la nostalgia di una vita precedente di totale libertà e indipendenza ma con un sentimento perenne di ‘mi manca qualcosa per’ è compensata dal senso di appagamento che provo oggi.

Con la famiglia allargata a quattro, mio marito si è rimboccato ancora di più di prima le maniche, non tanto per le
faccende domestiche quanto nell’accudimento delle piccole.
Io come per la prima, ho deciso di allattare, per molte mamme so che non si tratta sempre di una scelta, purtroppo,
per altre che ho conosciuto, invece, lo è stata: con un primo figlio da crescere sarebbe stato tutto più difficile, mi
hanno confessato, meglio il biberon.
In effetti, non lo nascondo, è così:i tempi dell’allattamento a richiesta sono molto stancanti e poco conciliano con
una treenne con le sue esigenze. Io ho deciso di andare avanti e dopo un primo mese di assestamento, a tratti doloroso, sembra che tutto proceda bene.
Quando allatto Gaia chiedo a Ginevra di sedersi con me, di prendere un libro da leggere assieme o semplicemente
di starmi vicina. Ho ceduto ai cartoni animati (io che ho sempre creduto nella televisione spenta come uno tra i migliori strumenti educativi), per ‘tamponare’ quei momenti in cui non è possibile fare delle cose assieme e la piccola si innervosisce per dei capricci della grande…per cui di ‘necessità virtù’: Gaia si prende il suo latte e la sua coccola e Ginevra le nuove avventure di Masha e Orso e ce la ridiamo assieme sul divano, in questi caldi pomeriggi.
Entrambe le mie figlie hanno bisogno della loro mamma e del loro papà, ci siamo dovuti dividere, nei momenti di gioco, di pappa, di nanna…le nanne di Ginevra sono sempre state molto facili, scivola tranquillamente nel sonno, senza una lettura, una canzone ma molte volte chiede la nostra presenza.
La sera riesco a seguirla in bagno mentre si spoglia e si lava i denti, ma poi è il turno del papà per farle il bagnetto,
corre poi a letto e lì la saluto con un grande bacio della buonanotte, perchè devo stare con Gaia, addormentarla nella culla con il mio latte.
Se Ginevra mi chiede ‘stai qui con me, mi tieni la manina’, le rispondo ‘vengo dopo,  do il latte a Gaia e arrivo, tu intanto prova a dormire da sola’…queste sono quelle che chiamano ‘bugie bianche’, a fin di bene. E ci pensa mio marito a tranquillizzarla se la situazione degenera.
Gaia è una seconda figlia e come tutti i secondi, terzi, quarti figli, seppure piccola, vive dei ritmi diversi
rispetto alla sorella, dei genitori diversi,che se da un lato hanno più dimestichezza nel lavarla, cambiarla, darle da mangiare, stanno sicuramente meno attenti alla lancetta dell’orologio nel farlo … allo stesso tempo hanno capito gli errori fatti e forse faranno in modo che non accadano una seconda volta.

Posso ammettere che ogni minuto, rubato a Gaia dedicato a Ginevra, che sia per una lettura o per altre attività,
è davvero unico e prezioso.
Lo stesso devo dire con mio marito, anche se, ahimè, con lui, noi due da soli, i momenti sono ancora rari.
Avremo la pazienza di attendere.
Perchè ce ne vuole davvero tanta perchè tutto funzioni: pazienza unita alla costanza, al sacrificio (un
ingrediente da non togliere mai) e al desiderio di fare e condividere molto per noi e per le nostre bimbe.

Un abbraccio

Michela

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