#MAMMEGUERRIERE – La storia di Sara (Mammainconverse)

Instagram è un gran mondo ma per noi Briciole è una grande famiglia. Come ha detto a gran voce Rossella nel suo ultimo articolo, noi non siamo social o per lo meno non lo siamo tanto quanto questo mondo di mamme influencer vorrebbe che fossimo e quindi ogni piccolo messaggio, contatto, like, è fonte di vero orgoglio. Qui infatti ho “conosciuto” Sara, dopo uno scambio di messaggi nati grazie al nostro tag #mammegueriere. Lei è la mamma di Anna e Diego e, come ho già avuto modo di dirle, non poteva che fare a Diego un regalo migliore, una sorella, la sua migliore amica mentre ad Anna ha regalato il campione che la proteggerà sempre, anche solo con uno sguardo.

Buona lettura, un abbraccio, Cristina

Se vi sentite #MAMMEGUERRIERE continuate a scriveteci su bricoledinido@gmail.com così apriremo il nostro spazio virtuale alla vostra storia di coraggio.


Ciao, mi chiamo Sara ho 33 anni e vivo a Roma. Sono fisioterapista e da qualche mese mi sono tuffata in una nuova esperienza lavorativa diventando la fisioterapista della Nazionale Italiana di Nuoto Sincronizzato … provando appunto a “sincronizzare” lavoro e famiglia.

Sono prima di tutto mamma di due gemelli Anna&Diego di 4 anni e mezzo. I miei bimbi sono nati a 36 settimane con taglio cesareo.

Anna é la mia ancora, la mia piccola grande donna che é dovuta crescere troppo in fretta.
E poi c’é Diego, il bambino speciale di casa! Diego é rimasto in ospedale una decina di giorni in più di Anna … I primi di una lunga serie.

Mi sono accorta quasi subito che c’era qualcosa che non andava, ma i medici tentavano di minimizzare … erano gemelli, ma non dovevano per forza essere uguali ed io ero, secondo loro, in depressione post partum.

Io non avevo nessuna depressione, semplicemente guardavo i miei bambini, così diversi, e notavo i progressi che faceva Anna e i non progressi di Diego. Io sono la mamma. Io lo sapevo. Io avevo ragione

…non dimenticherò mai quelle parole… quando per la prima volta ho varcato la porta dell’ospedale Bambino Gesú di Roma …

“Purtroppo la mamma ha ragione, questo bambino non sta bene, ha un problema neurologico, non so dirvi quanto grave, non so dirvi se mai guarirà, per adesso non so dirvi nulla dobbiamo indagare”

Diego ha un’ENCEFALOPATIA EPILETTICA PRECOCE di origine sconosciuta … una malattia Rara.

Quindi direi che oltre ad essere un bambino SPECIALE… è UNICO! Più unico che raro, è proprio il caso di dirlo…

Non credo nei miracoli, credo solo nei piccolissimi passi avanti di Diego, seguiti da passi indietro.

Insomma andiamo avanti e viviamo alla giornata.

Avere un figlio che sta male, fa male. Ma quel dolore va trasformato in fare. Occorre reagire, per lui, ma anche per Anna. Bisogna darsi da fare affinché gli vengano riconosciuti diritti che gli spettano e in modo che possa vivere una vita dignitosa.

Io non so quale sarà la sua vita, non so se parlerà, se camminerà, se sarà in grado di proseguire da solo, so che avrà sempre sua sorella accanto a lui e so che ci saremo sempre noi finché potremo, ad aiutarlo in questo cammino.

Diego è un bambino SPECIALE per me che sono la sua mamma e per tutte le persone che sono in grado di amarlo.

SPECIALE. Ci ho messo un pó di tempo a capire e metabolizzare questa parola.

SPECIALE, mi hanno detto. Sarà un bambino speciale.

Non sono una super mamma, ma semplicemente, forse, una persona a cui la vita, le esperienze, hanno insegnato ad apprezzare e ad amare in modo incondizionato tutto ciò che abbiamo davanti…

Diego é stato spesso ricoverato in terapia intensiva e vi assicuro che gli allarmi dei monitor, la “puzza” dei disinfettanti, i camici verdi ed i medici che schizzano da una parte all’altra sono immagini che spesso riappaiono davanti ai miei occhi.

Alle mamme dei bimbi speciali voglio dire che non dobbiamo arrenderci mai, che i nostri figli hanno bisogno di noi … noi siamo il loro corpo immobile e la loro bocca … noi dobbiamo lottare e vivere alla giornata senza pensare a cosa ci riserverà il futuro, ma VIVERE VIVERE VIVERE provando ad andare avanti con il sorriso … anche se noi mamme dei bambini speciali a volte dobbiamo indossare delle maschere perché é più facile mostrarsi sorridenti per non dover dare spiegazioni.

QUI potete dare uno sguardo al mondo di Sara

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