SOS MAMME – La scelta dell’asilo

Questo è un articolo scritto a 6 mani. Perché se probabilmente i dubbi e gli interrogativi di una mamma sono sempre gli stessi, è pur vero che ognuno li affronta e li supera attingendo imprescindibilmente dal proprio bagaglio di vita.

In questo articolo abbiamo deciso, allora, di mettere un po’ di tutte noi e siamo sicure che sarà anche un modo per farci conoscere ancora meglio.

Cristina, laureata in marketing, attualmente lavoro come freelance per progetti di comunicazione. Da 15 mesi sono mamma di Andrea e seppur il mio lavoro mi permette di passare tanto tempo a casa, sto iniziando a sentire l’esigenza del nido per vari aspetti.

Rossella, educatrice in un asilo nido di Milano. Mamma di Donni che ha compiuto da pochissimo un anno e che frequenta il nido da diversi mesi.

Sara, educatrice di asilo nido a Milano e mamma di Tommaso, bimbo che a giorni si affaccerà sul mondo pronto a godere di ogni singolo respiro.

Premettiamo una cosa fondamentale. Se abbiamo deciso di comune accordo di scrivere insieme questo articolo è perché crediamo fortemente nel nido come scelta pedagogica. Non esistono allora mamme buone o mamme cattive. Non sono cattive quelle mamme che pur se sono a casa, scelgono di far sacrifici (eh sì perché pagare una retta al nido significa sottrarre comunque delle risorse) per cercare di aiutare il proprio bambino, facendolo crescere in un ambiente ricco di stimoli utili per il suo sviluppo. Quindi non date retta a chi criticherà la vostra scelta, a chi storcerà il muso facendovi sentire inadeguate, fidatevi delle vostre scelte e confrontatevi solo con il padre dei vostri figli.

Detto questo, abbiamo deciso di utilizzare questo spazio per dar voce agli interrogativi che affollano la mente di noi genitori al momento della scelta del nido.

Quanto può incidere la vicinanza/lontananza del nido dalla propria abitazione? Il fattore logistico è da considerare come una discriminante?

Non so esattamente come funzioni negli altri comuni ma qui a Milano la vicinanza (o meno) ad una struttura è il primo fattore discriminante. Se si decide infatti di iscrivere il proprio bimbo al nido comunale la struttura che arrecherà più punteggio è proprio quella che si trova a minore distanza dal luogo di residenza. Personalmente penso che la comodità nella scelta del nido sia fondamentale per due motivi, sicuramente primo fra tutti è l’aspetto logistico, il nido deve essere un luogo comodo e alla portata dei genitori, sarebbe bello che ci fosse una distanza tale da poter portare il bimbo a piedi, questo farà cominciare meglio la giornata permettendovi di godere di quella piccola passeggiata pre e post nido in compagnia del vostro bimbo. Un altro motivo è senza alcun dubbio quello della socializzazione, il mondo dei genitori è un mondo bellissimo e complicato, è bello conoscere persone che stanno affrontando le stesse fasi nelle quali ci si trova immersi, frequentare un nido che sia vicino casa permette di crearsi una rete di amicizie che poi si possono frequentare anche al di fuori della struttura, questo sia per i genitori che per i bambini. Tuttavia questo non significa che la vicinanza sia l’unico criterio da considerare, se i nidi situati vicino casa non vi convincono per motivi più che leciti, questo aspetto slitterà immediatamente in fondo alla lista delle priorità.

Cosa guardare una volta entrati nella struttura? (Ampiezza, colori, materiali, organizzazione)

La prima cosa che mi viene da dire è “ascoltate la prima vostra vibrazione”. Certo questo non basta ed è bene approfondire ma la prima cosa che mi sento di suggerire è di affidarvi al vostro istinto in modo tale da avere una base dalla quale partire. In seguito i punti che io consiglio di tenere in considerazione sono:

EDUCATRICI: La prima cosa che deve colpirci è proprio il personale, un personale che sia preparato e rassicurante, disposto a rispondere alle vostre domande senza risultare superficiale o peggio, scocciato da queste. Non abbiate paura di fare domande per avere più materiale possibile al fine di crearvi la vostra idea.

SPAZI: Un nido non deve essere enorme ma per come la vedo io deve avere tutti gli spazi che servono ai bimbi per poter assolvere alle loro necessità che sono 4 equamente importanti: Gioco, Pappa, Bagno, Nanna. In particolare lo spazio del gioco deve essere pulito, luminoso e, per come la vedo io, sgombro da materiali inutili. Non ho mai sopportato i tappeti, specie se in tessuto, li trovo anti igienici e non adatti a un ambiente nel quale i bambini devono poter camminare prendendo contatto con il terreno (il discorso sulla stanza lattanti è un pelino diverso). Quindi, poche cose ma pulite e ordinate.

ROUTINE: Le routine devono essere poche e ben scandite, i bimbi non hanno tante necessità se non una fondamentale, la ritualità. La giornata deve essere ben suddivisa e chiara, pulita nella sua semplicità. Nel nostro nido per esempio le giornate sono scandite dal ripetersi di: ingresso, canzoni, frutta del mattino, bagno, gioco del “chi c’è”, attività, bagno, pappa, bagno, nanna, bagno, merenda e uscita. Dette così in elenco sembrano molte ma se ci fate caso non sono poi così tante e soprattutto sono indispensabili per la crescita dei vostri bimbi.

MATERIALI E COLORI: Spesso si pensa che tutto quello che riguarda i bambini debba essere iper colorato e iper stimolante, non è così. I bimbi hanno la necessità di potersi dedicare ad una cosa per volta, entrare in una stanza piena di colori e giochi gli farà perdere l’attenzione e li stancherà inutilmente. Quindi per come la vedo io gli spazi dovranno essere ampi, dalle line semplici e dai coloro tenui e luminosi. Non saranno necessari giochi particolari, anche i materiali naturali o di uso comune saranno perfetti.

E’ importante che il nido abbia degli spazi aperti?

Diciamo che è importante ma non fondamentale, non è una delle prime cose che guarderei ma è sicuramente un valore aggiunto. Il giardino è uno spazio bellissimo da sfruttare sia in estate che in inverno, molte attività possono essere svolte all’aria aperta (la raccolta delle foglie in autunno, i pupazzi di neve in inverno, guardare la natura che fiorisce in primavera e i giochi con l’acqua d’estate). Se abitate in città magari gli spazi verdi saranno molto limitati perciò non scartate una struttura che vi convince su tutti i fronti, solo perché non ha il giardino dei vostri sogni.

 

Dobbiamo diffidare da quei nidi in cui le educatrici non ci presentano una progetto didattico ma solo un ambiente ludico?

Vorrei dire di no ma la mia anima educativa dice SI, DIFFIDATE. Non intendo dire con questo che i bimbi vanno al nido per diventare immediatamente piccoli scolari, ma i nostri bimbi hanno il diritto di essere immersi in un ambiente che fornisca strumenti necessari per sviluppare la loro curiosità, il loro istinto, la loro voglia di giocare.

Il gioco è la loro principale attività, è utilissimo che ci siano momenti di gioco libero, ma anche il gioco strutturato ha il suo fascino e la sua utilità. Quando, dopo un progetto fatto sulle emozioni, una mia bimba è arrivata e mi ha detto “Sara sono arrabbiata, ora metto il mio rosso (la rabbia) in una scatola e non sono arrabbiata più” ho capito l’importanza di avere un progetto che seguisse le necessità del gruppo prima ancora che quelle dell’educatore.

Avrò un’educatrice di riferimento? E se sì, questo significa che il mio bambino sarà gestito solo ed esclusivamente da lei?

L’educatrice di riferimento è fondamentale. È lei che porrà le basi per un buon inserimento, che accoglierà ogni dubbio e richiesta da parte dei genitori e li supporterà in ogni momento. Ma la figura di riferimento lavora su turni e in equipe, questo fa sì che i bimbi a poco a poco conoscano ed entrino in contatto con tutte le educatrici del nido, ognuna di esse è una ricchezza per i bambini come lo sono  i bimbi stessi!

Qual è il numero massimo di bambini che un’educatrice può gestire?

Generalmente ci sono 6, 7 o 8 bimbi che un’educatrice può gestire all’interno del gruppo. Per il nido l’età è più o meno omogenea, questo per riuscire a supportare e seguire le varie tappe evolutive nel miglior modo possibile.

Possiamo chiedere alle educatrici di gestire autonomamente gli orari di ingresso/uscita del bambino oppure è bene sottostare a determinate regole?

Le regole fanno parte della vita in comunità ma non solo! Permettono di organizzare la vita al nido partendo proprio dal benessere dei bambini. Le regole ci permettono di iniziare le attività tutti insieme ad un certo orario, garantendo serenità e attenzione. Ci sono eccezioni come l’ingresso ritardato o l’uscita anticipata ma sono tutte concordate con le educatrici ma mi raccomando, è bene che restino eccezioni. Oggi più che mai si tende e demonizzare le regole, come se fossero qualcosa che pone freno alla fantasia e alla creatività dei bambini, da questa idea ci sentiamo di dissentire, avere uno schema da seguire permette di fare ordine creando il giusto ambiente sul quale fondare e far crescere la fantasia e la creatività. Se tutti entrassero ed uscissero a loro discrezione il nido sarebbe solo un luogo di caos e non di aggregazione.

Cosa è importante raccontare del proprio bambino (orari, nanna, pappa, giochi, influenze, vaccini)?

Prima dell’inserimento al nido del bimbo, c’è un colloquio conoscitivo tra l’educatrice e la famiglia. Ciò che interessa sapere è la vita del bimbo già quando era in pancia, quindi come sono andati i primi mesi, l’allattamento, i cibi inseriti, le sue attuali routine, la sua vita in toto insomma! Queste informazioni sono fondamentali come tutte quelle che giornalmente i genitori comunicano alle educatrici, per esempio se non ha dormito bene, se non ha molto appetito ecc. C’è un rapporto di continuità tra nido e famiglia che giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, si costruisce e cresce.

Un abbraccio Cristina, Rossella e Sara

NB Alcune foto sono state tratte dal libro “Con le mani, con il corpo, con la mente”

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