DIARIO DI GRAVIDANZA – La scelta del trio

All’inizio fu il nulla. Per citare un sommo poeta “mi ritrovai per una selva oscura”.

Prima di restare incinta le mie ricerche su internet riguardavano musica, telefilm, libri, vestiti, accessori e tutte queste cose meravigliose che non posso dire che siano scomparse ma che quanto meno sono state notevolmente ridimensionate.

Partiamo dal principio.

Una volta scoperto di essere in dolce attesa, ma soprattutto una volta razionalizzato ed organizzato le idee, sono arrivata come molte mamme prima di me, a scontrarmi con le celeberrime domande del tipo “che passeggino prendo? Ma prendo il trio? Che poi da cos’è sto trio? e il duo? E che cos’è l’ovetto? E la navicella?”.

Pervasa da tutte queste domande e confusa più che mai mi sono buttata anima e corpo nello studio e nella ricerca. Dopo notti insonni ho capito che:

  1. Il trio non è un gruppo blues ma è semplicemente il modo più economico per accaparrarti carrozzina, ovetto e passeggino in una botta sola
  2. Navicella (o navetta) è il nome spaziale che si utilizza per riferirsi alla carrozzina
  3. L’ovetto non è un alimento ma è una sorta di seggiolino auto per lattanti
  4. Una volta che avrai scelto la soluzione più adatta a te, scoprirai che hai fatto la scelta sbagliata ma che ormai sarà troppo tardi
  5. Come conseguenza del punto 4 passerai il resto del tempo ad invidiare e desiderare i trio dei tuoi amici
  6. Il passeggino è uno status symbol perciò: dimmi che trio usi e ti dirò chi sei

Una volta chiariti questi punti sono partita alla ricerca, ho girato negozi e siti on-line alla ricerca di qualcosa che fosse adatto per le mie necessità che erano in ordine:

  • leggerezza
  • praticità
  • grandezza

Abito al secondo piano di una vecchia casa di ringhiera di quelle milanesi, provvista di fascino ma sprovvista di ascensore. Perciò era INDISPENSABILE che fosse leggero.

LEGGERO è stato il primo criterio di ricerca per il trio.

PRATICO Amo Milano… in bici! Milano senza la mia bici non è altro per me che l’equivalente di una pioggia torrenziale che ti sorprende appena uscita dal parrucchiere. Quindi per rendere meno complicati i miei spostamenti con il nanetto al seguito, ho cercato qualcosa che fosse pratico e si potesse chiudere autonomamente rispondendo ad un mio comando vocale. Dopo aver scoperto con rammarico che questa cosa non è ancora stata inventata (che assurdità!) ho cercato qualcosa che si potesse chiudere nello spazio di un secondo magari utilizzando anche solo una mano.

POCO INGOMBRANTE Per quanto adori l’idea di riempire la casa con tanti piccoli oggettini che mi ricordano costantemente che “hey! Sono una mamma adesso!” gli spazi di casa devono restare “casa” e non una succursale di Prenatal. Così ho cercato qualcosa che si potesse tenere in casa ma che non fosse invadente ne per lo spazio che occupa ne per la vista.

La soluzione adatta a noi è arrivata come le più belle ed infauste scoperte, ovvero dopo che avevo già ordinato un altro passeggino. DOH!

Mi recai in un negozio di Monza per cercare l’ovetto (che non era incluso nel trio che avevo deciso di acquistare) arrivata li mi sentii invadere da una valanga di parole alcune delle quali non molto amichevoli, che mi illuminavano sul fatto che avessi fatto una scelta sbagliatissima nel preferire quel passeggino piuttosto che un altro.

Decisi di assopire il primo brutale ed animalesco istinto di stendere il tipo con un pugno sul naso e pensai “Sara, respira forte e pensa ai tuoi interessi… soprassiedi sui modi poco garbati e ascolta quello che ha da proporti”.

Scoprii con grande sorpresa (e lieve rammarico) che in effetti c’era un’altra soluzione che rispondeva decisamente meglio alle nostre esigenze.

Si trattava del Duo Yoyo Babyzen.

Non voglio entrare troppo nel dettaglio perchè potrei dilungarmi per ore (ore che ho passato peraltro nel negozio in questione facendomi prosciugare tutte le energie mentali dal venditore chiacchierone), voglio però raccontarvi in breve i miei “perchè”. Perchè ho deciso di affidarmi a questa soluzione?

  • Tutto intero pesa 5,8 kg
  • Entra nella cappelliera di un aereo di Ryanair il che vuol dire che è decisamente poco ingombrante e qualora volessimo fare un viaggio in aereo potremmo tenerlo con noi senza doverlo imbarcare
  • E’ maneggevole, oltre a piegarsi e diventare piccolissimo ha una tracolla che ti permette di metterlo in spalla tenendo libere le mani

  • Anche quando aperto è piccino, occupa poco spazio e si riesce a manovrare con una mano
  • Esteticamente corrisponde ai miei gusti

Il Duo Yoyo Babyzen non è la soluzione perfetta ma è fra tutte quella che risponde meglio alle nostre esigenze. Abbiamo deciso di prendere l’ovetto a parte ed utilizzare degli adattatori per poterlo usare sulla struttura del passeggino. In definitiva ci sentiamo soddisfatti, siamo consapevoli che ci saranno sicuramente momenti dove ci diremo “se il nostro passeggino potesse, avesse, facesse…” ma siamo anche certi di aver considerato attentamente tutte le soluzioni presenti senza andare eccessivamente in sbattimento.

Vi lascio con una piccola dritta che a me è servita, l’estetica è un criterio di scelta ma non basatevi solo su quello. Valutate e mettete in ordine quali sono le vostre esigenze (che siano economiche, di spazio, di peso o di praticità) quando avrete risposto a tutti questi punti tenete per ultimo l’estetica e lasciate a lei il giudizio finale.

Un abbraccio

Sara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *