QUESTA VOLTA HO DECISO. IO VADO!

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“Questa volta ho deciso. Io vado!”

E’ con questa forte motivazione che un uccellino, una mattina, decide di uscire dal suo nido.

Sul suo cammino incontra molti familiari e amici, a cui annuncia la sua scelta e da ognuno di questi riceve un oggetto che potrebbe essergli utile nella sua avventura.

Ecco, dunque, che l’uccellino si ritrova vestito dalla testa ai piedi e soprattutto dotato di ogni confort:  una radio, una torcia, un libro, un ombrello ed anche un biscotto.

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Ma dove sarà diretto il protagonista del libro? Sarà una sorpresa!
La storia è ben strutturata, i disegni ben fatti e il finale divertente. Tutto può sembrare, dunque, molto semplice, eppure questo libro ha avuto il potere di scatenarmi delle riflessioni che sono di due tipi.

Mi ha fatto pensare, infatti, alle tipiche raccomandazioni che fin da bambini riceviamo dai nostri genitori, del tipo: “copriti che fa freddo”, “mettiti il cappello che potrebbe esserci il sole” e che, inevitabilmente, continuano a esserci nonostante l’età avanzi e ci si senta stretti nei panni dei figli, essendo a nostra volta genitori o semplicemente adulti.

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Dall’altra parte il libro funge da stimolo per parlare con i bambini.

Abbiamo visto quante cose l’uccellino abbia in dono da chi incontra, spesso i bimbi partono per nuove avventure avendo al  loro fianco qualcosa, proprio come nella storia.

Nei miei anni di lavoro ho conosciuto tanti peluche, una bambola di nome Bimba, un coniglietto di nome Cucù, una famiglia di Barbie, vari dudù, un nastro rosso, una canottiera, una coperta di Linus, ecc. Generalmente questi oggetti aiutano i bimbi ad affrontare con più coraggio nuove avventure, come l’uccellino, per autoconsolazione e anche come gioco vero e proprio.

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Molte volte mi sono interrogata sul valore di questi oggetti, sulla loro utilità e soprattutto sui tempi di utilizzo degli stessi.

E’ una riflessione che facciamo spesso anche con i bimbi. A parte i primi tempi di ambientamento, la nostra regola di gruppo è che, quando il tempo dell’accoglienza è finito, questi oggetti devono essere riposti negli armadietti, o in una cesta, per poi essere ripresi per la nanna e  nuovamente essere lasciati dopo il risveglio.

Non tutti i giorni sono uguali, quindi ci sono momenti in cui qualche bimbo fatica a separarsi da quell’oggetto tanto caro, che a volte ha l’odore di casa, della sua mamma e del suo papà, oppure abbia momenti di sconforto e senta il bisogno di riprenderlo durante il gioco.

Per approfondire l’argomento abbiamo chiesto un parere ad una esperta, Claudia Rigamonti, psicologa e psicoterapeuta presso la Neuropsichiatria Infantile di un Ospedale milanese.

Oggetto transizionale

Grazie e a presto Rossella

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