IL VERO NOME DI BABBO NATALE

Cari Amici,

oggi vorrei parlarvi di una festività a me molto cara, quella legata al culto di San Nicola, più conosciuto come Babbo Natale! Nel mio paese di origine, Molfetta, il 6 dicembre è una data molto importante, quasi più sentita del Natale. Si tratta di un giorno che in altre zone d’Italia non è festeggiato, come, per esempio, a Milano, dove mi sono trasferita qualche anno fa.

Per spiegarvi chi è questo Santo e cosa rappresenta per me, vi presento il libro “L’autobiografia di Babbo Natale”.

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Nicolao nasce a Licia, paesino della Turchia, circa 280 anni dopo la nascita di Gesù. All’età di 9 anni perde i genitori e va a vivere con i preti della Chiesa Locale. Il primo episodio che cambia la vita di Nicolao, e che, di fatto, ha cambiato anche la mia, vede protagoniste tre ragazze, in età da marito ma senza dote. A quel tempo ci si sposava già a 12 o 13 anni, e il papà delle spose doveva dare ai mariti un po’ di denaro per aiutarli a pagare le future spese. I genitori di Nicolao gli avevano lasciato molte ricchezze, e così decise di aiutare questo papà, caduto in disgrazia, ma senza metterlo in imbarazzo: escogitò, dunque, un piano.Una notte si intrufolò nella casa delle ragazze e, furtivamente, e non senza intoppi, mise due monete d’argento in una calza di ciascuna ragazza.

Le tre spose ebbero un matrimonio lungo e felice. E fu così che ebbe inizio la carriera di Nicolao come Babbo Natale. Da quella notte, infatti, egli giurò che avrebbe trovato ancora tante opportunità di fare regali e rendere felici gli altri, agendo sempre di nascosto durante la notte.

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Nicolao divenne successivamente Vescovo e continuò il suo lavoro di benefattore, tanto da decidere poi, all’età di 63 anni e nella notte del 6 Dicembre, di partire con un fagotto pieno di pochissime cose e col suo abito rosso da Vescovo.

Da qui in poi il libro racconta il suo percorso che prende due strade. Nella vita reale, infatti, morirà e verrà nominato Santo. Nella vita parallela e un po’ magica, Nicolao diventerà Babbo Natale e verrà festeggiato comunemente il 25 Dicembre.

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Io continuo a festeggiare San Nicola il 6 Dicembre, come da tradizione in alcuni paesi, cercando di ricreare e rivivere tutta la magia che sentivo da piccola in quel giorno.

La differenza tra il giorno di San Nicola e quello di Babbo Natale non sta solo nella data ma anche nel festeggiamento in sé. Tutti i regali, rigorosamente non impacchettati, e tantissime cioccolate sono disposte sul tavolo della cucina o della camera da pranzo e non sotto l’albero di Natale.

Anche oggi la magia di quel giorno perdura per qualche tempo, nei racconti di amici e famigliari e, devo dire, da qualche anno, grazie alle mie colleghe che a modo loro mi riservano qualche regalo speciale tutto per me!

Qui potete vedere alcune immagini di festeggiamenti di San Nicola, da parte di alcuni amici, di qualche tempo fa…

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Dopo tutto ciò che vi ho raccontato capirete, dunque, la mia delusione quando all’età di 8-9 anni ho scoperto la verità.

Mi ricordo ancora il momento preciso in cui accadde: ero in fila con alcuni bambini della mia classe, aspettando il suono della campanella per uscire da scuola. Con una mia amichetta stavo chiacchierando di quel giorno tanto atteso e dei regali che avevo chiesto, quando un bimbo mi disse: “Non lo sai? San Nicola non esiste, sono i genitori!”

Che pianti, che delusione! Tornai a casa dicendo a mia madre tutto ciò che era successo e lei mi spiegò tutto. San Nicola era veramente esistito e portava realmente i doni, semplicemente adesso era volato in cielo ma la sua tradizione era rimasta nei secoli, i genitori erano semplicemente i mediatori tra lui e noi.

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Qualche anno più tardi ricevetti in dono il libro “L’autobiografia di Babbo Natale” che custodisco  gelosamente e che rileggo ogni volta che torno a casa di mamma. La magia di quel giorno non è mai cambiata, nonostante sapessi la verità. Mia mamma mi chiese di continuare a scrivere le letterine in cui dicevo di essere stata brava e chiedevo cioccolate e giocattoli. Mi ricordo che un anno San Nicola mi scrisse una lettera che sembrava luccicare, in cui mi diceva che aveva il mal di denti e che il dentista gli aveva prescritto di non mangiare le cioccolate, ecco perché non me ne aveva portate tante, forse per non cadere in tentazione, chissà!

Adesso è un po’ diverso, sono io a mantenere la tradizione, al momento, con mio marito, ma so che a Molfetta mi aspetta sempre un piatto di cioccolate, qualche dono o i soldini a casa di mamma e nonna, e rimarranno lì per me anche se scendessi ad Agosto, come quest’anno!

Dopo avervi narrato la mia vicenda, ho pensato di chiedere a Francesca, una psicologa che avete avuto già modo di conoscere qui, quale sia la migliore strategia da adottare con i bambini per presentare la figura di Babbo Natale.

Ecco il link: BABBO NATALE TRA MAGIA E REALTA’

Vi lascio con una frase del mio libro preferito: “Non c’è bisogno di andare al Polo Nord per trovare babbo Natale. È necessario solamente guardare nel proprio cuore!”

Buon Natale a tutti!

 

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