IL PENTOLINO DI ANTONINO

Il Pentolino di Antonino non è un semplice libro. Affronta vari temi che lasciano il segno, con disarmante disinvoltura.

Antonino è un bimbo con un elemento distintivo, un pentolino da cui non si separa mai. Parlando ai bimbi del pentolino, lo hanno associato a un oggetto a loro molto caro, una bambola , l’orsetto teddy o il ciuccio.

Ad Antonino, però, succede qualcosa che segna un nuovo inizio. Il pentolino, infatti, gli cade sulla testa e, d’improvviso, Antonino cambia radicalmente tanto che la gente si sofferma soltanto sul pentolino che trascina dappertutto, giudicandolo, quindi, un bimbo un po’ strano.

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Ma il pentolino, oltre ad aver trasformato la vita di Antonino, gliel’ha anche complicata, e lui, a volte, sfoga la sua frustrazione con I compagni, picchiandoli o dicendo parolacce.

Un giorno Antonino non ce la fa più, decide di nascendersi: il pentolino finisce ancora sulla sua testa e lui diventa sempre più piccino, fino a chiudersi nel suo piccolo mondo.

Ho provato a spiegare questo passaggio ai bimbi, facendo sempre riferimento all’oggetto transizionale. Loro riescono a separarsene, con più o meno difficoltà, mentre Antonino vive con il suo pentolino.

Ma torniamo al nostro protagonista. Nella sua vita un giorno compare Margherita. Non ci è dato sapere chi sia questo personaggio, ma di certo riveste un ruolo fondamentale nella vita del protagonista.

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Margherita cerca una modo per entrare nel mondo di Antonino e aiutarlo ad essere parte di uno più grande. Gli mostra il suo pentolino, più piccolo di quello di Antonino, e che custodisce in tasca. Gli regala una borsa che possa contenere il suo, in maniera da essere maggiormente libero, sia nei movimenti che mentalmente.  Antonino non smette, quindi, improvvisamente, di essere diverso, ma torna ad essere parte di un mondo che non riusciva più a comprendere e che non lo comprendeva.

Assieme al libro potete acquistare anche “Educazione, pentolini e resilienza, dove troverete molti spunti utili. Io ho provato a rendere questo libro fruibile per i bambini dell’asilo nido e partendo dai loro spunti abbiamo creato un’attività di disegno, con l’ausilio del “libretto affettivo”. Questo racchiude tutte le foto della famiglia di ogni bambino ed è creato dai genitori in uno dei momenti di distacco, durante l’ambientamento.

L’attività di disegno ha aiutato loro a vedere quanto fossero cresciuti e quante abilità avessero conquistato. Ognuno di loro allora, ha disegnato se stesso, le cose che fanno ancora paura e che invece li divertono.

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Mi rendo conto che leggere questa storia già nell’ambito della scuola dell’infanzia possa offrire spunti diversi, ma sono convinta che ci sarà comunque un minimo comune denominatore, e cioè la richiesta, da parte dei bambini, della figura genitoriale, assente nel libro.

Sull’argomento genitorialità abbiamo chiesto il parere di un’esperta, Francesca Dall’Ara, conosciuta  grazie al mio lavoro al nido, e con cui mi sono confrontata su disabilità e resilienza. Trovate questo contributo nella nuova sezione, “Parola all’esperto”, con la speranza che possa esservi utile nel vostro percorso lavorativo.

Qui trovate il Trailer dell’App animata tratta dall’albo Il pentolino di Antonino, Kite Edizioni.

A presto, Rossella

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